Quando si parla di un impianto a biomassa legnosa per la generazione di calore, generalmente si presta poca attenzione a un componente critico: il sistema di estrazione e trasporto del combustibile. Nella progettazione e installazione di un impianto a biomassa di taglia industriale e commerciale questo elemento è fondamentale per poter assicurare un funzionamento automatico continuativo della caldaia. Deve quindi essere progettato e realizzato a regola d’arte e con caratteristiche specifiche, a seconda del sito e della biomassa utilizzata (Leggi anche Quando è davvero conveniente installare una caldaia a biomassa).
In particolare, nel sito di installazione devono essere garantiti:
Per quanto riguarda i sistemi di trasporto del combustibile alla centrale termica, esistono invece tre tipologie fondamentali: trasporto con coclea, con spintore idraulico, oppure con nastro trasportatore a catena. Il primo, ossia il trasporto con coclea, è il metodo più semplice e flessibile, perché si abbina con qualsiasi sistema di estrazione ed è compatibile con diversi tipi di biomassa.
Secondo la lunga esperienza Viessmann-Schmid in impianti a biomassa, il sistema di estrazione a rastrelli è il migliore da prendere in considerazione per una caldaia a biomassa di taglia industriale. Si tratta, infatti, di una soluzione affidabile, robusta, con possibilità di avere grandi volumi di stoccaggio e, in più, estremamente flessibile perché può operare con biomassa legnosa di differente tipologia e qualità. L’estrazione a rastrelli, inoltre, è compatibile con tutti e tre i sistemi di trasporto elencati sopra (trasporto con coclea, con spintore idraulico, con trasportatore a catena). Questa soluzione prevede, oltre al deposito per la biomassa dove sono posizionati i grandi rastrelli che scorrono su guide in ferro, un locale dedicato e separato per ospitare i pistoni idraulici che movimentano i rastrelli e una copertura di contenimento della biomassa che cade per gravità verso la coclea. Sono disponibili anche rastrelli carrabili per i mezzi di trasporto del cippato, da utilizzare se il silo non è interrato.
Il sistema di estrazione a rastrelli richiede, tuttavia, una progettazione integrata edificio/impianto, con una valutazione statica dell’edificio, e una realizzazione a regola d’arte, per cui è necessario un ottimo coordinamento tra il fornitore dell’impianto e l’impresa edile. Se non c’è progettazione ed esecuzione accurata dell’opera, possono verificarsi problemi e danni anche rilevanti, perché le forze che i pistoni esercitano sulle strutture e le fondazioni dell’edificio, in funzione della massa di combustibile da movimentare, sono davvero consistenti.
In sintesi, ecco i pro e i contro di un sistema di estrazione del combustibile a rastrelli.
PRO:
CONTRO:
Il sistema con cui si carica il deposito del combustibile è un elemento importante per il buon funzionamento di un impianto a biomassa, e deve essere valutato sin dalle fasi iniziali del progetto.
Si deve decidere se realizzare coperchi carrabili o non carrabili, valutare la portata statica, studiare attentamente la posizione e il numero delle botole per poter sfruttare al massimo il volume di stoccaggio destinato alla biomassa. Ha poco senso, per esempio, realizzare un deposito molto grande se si predispone una sola botola per il caricamento. È più conveniente un deposito più piccolo ma con un sistema di caricamento ben progettato. Infine, si deve scegliere il tipo di finitura superficiale che potrà ad esempio essere realizzata in asfalto, in pietra o in lamiera.
La scelta del sistema di estrazione dipende strettamente dalla pezzatura del combustibile (pellet, cippato di classe A1/A2 o cippato industriale di grandi dimensioni) e dal suo grado di umidità. Mentre il pellet è scorrevole e regolare, il cippato tende a compattarsi e a creare l'effetto "ponte" sopra le bocche di scarico; per questo motivo, i combustibili più grossolani e umidi richiedono sistemi meccanici forzati e robusti per garantire un flusso costante ed evitare blocchi.
L'estrattore a balestre flessibili o bracci rotanti è posizionato sul fondo del silos a base circolare. Un motore centrale aziona la rotazione di bracci d'acciaio armonico che, girando, raschiano il combustibile accumulato e lo spingono verso la canaletta di scarico sottostante. Questa tecnologia è particolarmente indicata per il cippato poiché la forza meccanica dei bracci rompe gli agglomerati di legno, prevenendo la formazione di vuoti nel silos e assicurando un'alimentazione continua.
La coclea (o vite senza fine) è un sistema di trasporto rigido che sposta il materiale meccanicamente all'interno di un tubo o di una canaletta ed è ideale per coprire brevi distanze e traiettorie rettilinee direttamente dal silos alla caldaia. Il sistema pneumatico sfrutta invece un flusso d'aria in pressione o in aspirazione generato da una turbina per movimentare la biomassa (solitamente pellet) attraverso tubazioni flessibili; questa soluzione offre la massima flessibilità geometrica e permette di superare curve, dislivelli e distanze elevate (anche di diverse decine di metri).
Per evitare che la combustione risalga dalla caldaia lungo i condotti di alimentazione fino al silos di stoccaggio, i sistemi di trasporto devono integrare specifici presidi di sicurezza. Il componente principale è la valvola stellare rotativa, che crea una separazione fisica e a tenuta d'aria tra la zona di stoccaggio e quella di bruciatura. A questa si affiancano sensori termici di sicurezza collegati a sistemi di spegnimento automatico ad acqua (sistemi sprinkler integrati sulla coclea), pronti ad attivarsi in caso di anomalie di temperatura nei condotti.