La riqualificazione delle centrali termiche permette di rendere gli ospedali meno energivori: generatori di vapore, caldaie ad acqua e cogeneratori di ultima generazione sono le tecnologie protagoniste, affiancate dalle fonti rinnovabili.
Gli ospedali di nuova costruzione in Italia sono oggi una rarità, ma esiste una forte esigenza di riqualificazione edilizia ed energetica degli edifici ospedalieri esistenti. In generale le strutture ospedaliere sono molto complesse dal punto di vista impiantistico e sono caratterizzate da consumi energetici davvero rilevanti. Secondo i dati del PNIEC 2020 (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) i consumi di energia primaria degli ospedali italiani sono pari a circa 300 kWh/m2/anno per l’energia termica e circa altrettanti per quanto riguarda l’energia elettrica. Si tratta di un fabbisogno notevole che si può contenere effettuando interventi specifici (potrebbe interessarti anche la nostraIl vapore in ambito ospedaliero è a da sempre utilizzato per molteplici usi: cucina, lavanderia, sterilizzazione e umidificazione, produzione di acqua calda per riscaldamento e per usi sanitari. Benché i generatori di vapore siano ancora in larga parte utilizzati, si è assistito a una progressiva sostituzione di questo vettore energetico con l’acqua calda (più raramente surriscaldata), a causa di alcuni fattori, trai quali un maggiore risparmio energetico e l’esternalizzazione di alcuni servizi che richiedono vapore o la sostituzione dei macchinari a vapore con analoghe apparecchiature elettriche, ad acqua calda o a gas
La riqualificazione della centrale termica di un ospedale prevede la sostituzione l’integrazione dell’impianto esistente, sia esso a vapore, ad acqua calda o ad acqua surriscaldata, eventualmente prevedendo soluzioni a cascata per aumentare la potenza.
Vediamo, in sintesi, gli interventi possibili:
Viessmann vanta una profonda esperienza nella riqualificazione delle strutture ospedaliere, avendo contribuito, tra i tra gli altri, all’efficientamento del Policlinico Umberto I a Roma e a quello dei due ospedali principali di Bologna, l’Ospedale Maggiore e il Sant’Orsola. Solo negli ultimi due anni sono stati riqualificati con soluzioni Viessmann 25 ospedali.
Il vantaggio della proposta Viessmann risiede non solamente nelle prestazioni e nell’affidabilità dei sistemi, ma anche nella completezza dell’offerta: generatori di vapore dotati di sistemi per il recupero di calore, caldaie ad acqua calda e surriscaldata, caldaie a condensazione, cogeneratori, impianti fotovoltaici con accumulo e sistemi solari termici, infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici.
Le caldaie Viessmann garantiscono un ottimo rapporto qualità prezzo considerata la necessità di rispettare le stringenti richieste di emissioni sui sistemi di grande potenza. Per i generatori di vapore, è importante ricordare che l’offerta Viessmann dà la possibilità di godere dell’esenzione dalla conduzione continua fino a un massimo di 72 ore, consentita se i generatori sono a funzionamento automatico, realizzati conformemente alla direttiva PED (Pressure Equipment Directive) e sono dotati di adeguati sistemi di sicurezza, che Viessmann mette a disposizione attraverso un kit. A breve, infine, sarà integrata l’offerta di sistemi in pompa di calore con la gamma di macchine ad alta potenza, in grado di soddisfare le esigenze di edifici ospedalieri di nuova costruzione.
Gli ospedali presentano un profilo di consumo unico a causa del funzionamento continuo 24 ore su 24, 365 giorni all'anno, e della compresenza di carichi termici, frigoriferi ed elettrici massicci. A questo si aggiungono le severe normative sul comfort e sull'igiene ambientale, che impongono portate d'aria esterne elevatissime e ricambi continui per le sale operatorie e i reparti di degenza, impedendo il semplice ricircolo dell'aria e aumentando il carico termico complessivo.
La soluzione principale risiede nell'adozione di Unità di Trattamento Aria (UTA) dotate di sistemi di recupero del calore ad altissima efficienza, come i recuperatori a flussi incrociati o a rotore igroscopico, opportunamente progettati per evitare contaminazioni incrociate tra i flussi. L'integrazione di sistemi di ventilazione a portata d'aria variabile (VAV) consente inoltre di modulare i ricambi in base all'effettivo utilizzo dei locali, riducendo la portata nelle ore notturne o di inutilizzo.
Un impianto di trigenerazione (CHCP) risponde perfettamente alla simultaneità dei carichi ospedalieri. Sfruttando un unico combustibile, produce l'energia elettrica necessaria per le apparecchiature mediche e l'illuminazione, recupera il calore per il riscaldamento e l'acqua calda sanitaria e, tramite un assorbitore, trasforma il calore residuo in energia frigorifera per il condizionamento estivo e il raffreddamento dei macchinari di diagnostica, garantendo un risparmio di energia primaria costante in ogni stagione.
Il BMS funge da cervello digitale della struttura, consentendo il monitoraggio e il controllo centralizzato di tutti gli impianti HVAC, elettrici e di sicurezza. Attraverso algoritmi di controllo avanzati, il sistema ottimizza i set-point di temperatura e umidità in tempo reale, rileva tempestivamente le derive nei consumi o le anomalie di funzionamento e pianifica la manutenzione predittiva, garantendo la continuità assoluta dei servizi sanitari essenziali e minimizzando gli sprechi energetici.