Efficienza Energetica Italia

Energy Manager ed EGE: quali sono le differenze?

Scritto da Alberto Villa | 26/06/26 14.11

L’Energy Manager di un’azienda può essere un Esperto in Gestione di Energia, ma non necessariamente. Un EGE certificato UNI EN 11339 ha competenze specifiche sull’efficienza energetica, può effettuare la Diagnosi energetica e chiedere l’accesso ai Certificati Bianchi.

Esistono due figure di riferimento che si occupano dell’efficienza energetica nelle aziende e nella pubblica amministrazione. La prima è quella dell’Energy Manager, introdotta dalla legge 10/91 e obbligatoria per le imprese energivore. La seconda è l’EGE, Esperto in Gestione dell’Energia, una qualifica differente ma non meno importante. Un Energy Manager può essere anche EGE, ma non necessariamente. Se un Energy Manager è anche un EGE, tuttavia, porta con sé competenze più specifiche.

Mentre l’Energy Manager è colui che si occupa della gestione dell’energia e dell’uso efficiente delle risorse all’interno, o per conto, di un’azienda o un ente pubblico (per un approfondimento si veda l'articolo: "Obbligo dell'energy manager in azienda: cosa sapere"), un EGE è un professionista esperto in efficienza energetica.

Il quadro normativo e la certificazione

La figura è stata introdotta dal D.Lgs 115/08 per identificare una professionalità dotata delle necessarie competenze tecniche, ambientali, economico-finanziarie e di gestione aziendale, in grado di operare nel rinnovato contesto del mercato liberalizzato dell’energia e degli obiettivi ambientali che in quegli anni iniziavano ad essere al centro delle politiche energetiche, in seguito agli obiettivi europei per il 2020.

Con il DLgs. 102/2014 è stata prevista la certificazione di tale figura in base alla norma UNI CEI 11339. Tale certificazione, che si consegue dopo un esame, prevede un percorso formativo adeguato e l’esperienza sul campo.
L’EGE è per legge (D.lgs 102/14) titolato a condurre diagnosi energetiche presso le imprese soggette all’obbligo di diagnosi. Dal 19 luglio 2016, in particolare, per effettuare tali diagnosi gli EGE devono essere certificati da parte terza.
Inoltre, la normativa prevede che per accedere al sostegno dei Certificati Bianchi l’Energy Manager nominato da un’impresa debba essere un EGE certificato UNI CEI 11339. Ai Certificati Bianchi possono accedere anche le ESCO certificate UNI CEI 11352 e le imprese dotate di un sistema di gestione dell’energia conforme alla norma ISO 50001.

Perché conviene la doppia qualifica

Come si può capire, dunque, vi sono motivi per cui è auspicabile che un Energy Manager sia anche un EGE:

  • perché possiede le competenze idonee per svolgere nel migliore dei modi il proprio lavoro;
  • perché, se certificato, può condurre la diagnosi energetica obbligatoria e può richiedere l’accesso ai Certificati Bianchi.

Tuttavia, come osserva la FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia), vi sono situazioni, soprattutto nelle grandi aziende, in cui un Enegy Manager è un dirigente di alto livello che prende parte alle decisioni aziendali.
In tal caso le competenze dell’EGE sono affidate a un suo collaboratore o a un consulente esterno.

Settori di specializzazione ed esperienze qualificanti 

L’EGE ha due differenti settori di specializzazione che corrispondono ad altrettante certificazioni, come definito dalla norma UNI CEI 1133.
Si può essere certificati per uno solo o per entrambi i settori:

  • EGE per il settore industriale (con competenze relative a processi produttivi - comprende anche il settore trasporti);
  • EGE per il settore civile (con competenze sul settore del terziario e della pubblica amministrazione).
Come si diceva in precedenza, l’esperienza sul campo è molto importante per uno specialista che intenda certificarsi come EGE. La stessa la norma UNI CEI 11339 indica un elenco di esperienze qualificanti, tra le quali:
  • preparazione di diagnosi energetiche/audit energetico/analisi energetica;
  • audit di sistemi di gestione dell'energia;
  • conduzione e manutenzione impianti;
  • supporto per la definizione e sottoscrizione di contratti di fornitura di energia;
  • sviluppo e consulenza per la predisposizione e il mantenimento di sistemi di gestione dell'energia;
  • redazione di studi di fattibilità.

 L'evoluzione dei numeri: l'analisi al 2026 

Se guardiamo alla storia recente di questa professione, i dati mostrano una crescita esponenziale. Fino a qualche anno fa, nel 2028, in Italia gli Esperti in Gestione dell’Energia certificati erano 1.674, supportati da 16 organismi accreditati da Accredia (l’ente Unico nazionale di accreditamento italiano) per rilasciare le certificazioni secondo la norma UNI CEI 11339.

Nel corso del 2026, questo scenario è profondamente mutato: la spinta della transizione energetica ha portato il numero degli EGE certificati a superare la soglia delle 3.500 unità a livello nazionale, mentre gli enti di certificazione accreditati sono saliti a 22 per riuscire a gestire l'enorme incremento delle richieste d'esame.

Questa evoluzione emerge in modo ancora più netto se si confronta il rapporto tra le due figure. Su 2.382 Energy Manager nominati da imprese e PA nel 2018, solo 826 avevano conseguito anche la certificazione EGE.

Oggi, nel 2026, assistiamo a un cambio di rotta epocale: su un totale di circa 3.100 Energy Manager nominati, oltre il 60% (pari a circa 1.850 professionisti) ha scelto di completare il proprio profilo ottenendo la certificazione EGE. Questo trend consolida una tendenza ormai chiara nel mercato attuale: le aziende e le pubbliche amministrazioni non cercano più solo un gestore amministrativo delle risorse, ma esigono una figura che unisca alla visione strategica dell'Energy Manager le competenze tecniche, analitiche e certificate di un EGE.

Domande frequenti

Qual è la differenza principale tra la figura dell'Energy Manager e quella dell'EGE?

L'Energy Manager è un ruolo prevalentemente funzionale e organizzativo, obbligatorio per legge oltre certe soglie di consumo, che si occupa di monitorare i flussi energetici e ottimizzare l'uso dell'energia all'interno di un'azienda. L'EGE (Esperto in Gestione dell'Energia) è invece un professionista certificato da un organismo terzo accreditato secondo la norma UNI CEI 11339, in possesso di competenze tecniche ed economiche avanzate necessarie per condurre Diagnosi Energetiche e firmare contratti di prestazione energetica (EPC).

In quali contesti aziendali la nomina dell'Energy Manager è obbligatoria per legge?

In base alla Legge 10/1991, la nomina dell'Energy Manager è obbligatoria per le strutture industriali caratterizzate da un consumo energetico annuo superiore a 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio (TEP). Per i soggetti operanti nel settore terziario, commerciale e pubblico, la soglia di consumo oltre la quale scatta l'obbligo di comunicazione annuale delle generalità del responsabile della conservazione e dell'uso razionale dell'energia al FIRE è ridotta a 1.000 TEP.

Quali sono le attività esclusive che la normativa riserva alla figura dell'EGE certificato?

La legislazione vigente assegna all'EGE certificato UNI CEI 11339 compiti specifici che non possono essere svolti da un Energy Manager sprovvisto di tale certificazione. Tra questi rientrano l'esecuzione e la firma della Diagnosi Energetica obbligatoria per le grandi imprese e le aziende energivore (secondo il D.Lgs. 102/2014) e la presentazione delle domande per l'ottenimento dei Certificati Bianchi (Titoli di Efficienza Energetica) sul portale del GSE.

Un Energy Manager interno può svolgere anche le funzioni di un EGE all'interno dello stesso stabilimento?

Sì, un professionista può ricoprire contemporaneamente entrambi i ruoli, a condizione che l'Energy Manager nominato dall'azienda abbia superato l'esame e ottenuto la certificazione ufficiale di EGE secondo la norma UNI CEI 11339. Questa combinazione è frequente nelle grandi realtà industriali e commerciali, in quanto permette alla struttura di disporre internamente delle competenze legali e tecniche per gestire sia la compliance normativa sia i progetti complessi di efficientamento HVAC ed elettrico.