Gli alberghi consumano in media da 3,8 a 4,4 MWh l’anno solo per produrre acqua calda sanitaria. Si tratta del consumo più importante per il settore dopo quello relativo all’elettricità, superiore persino a quello dovuto al riscaldamento che è compreso tra 2,5 MWh e 3,5 MWh/anno (lo dice l’indagine RSE RSE/2009/162 “Caratterizzazione energetica del settore alberghiero in Italia”).
Bisogna tenere presente, infatti, che mentre le esigenze di riscaldamento sono di carattere stagionale (in inverno), la richiesta di acqua calda negli hotel avviene durante tutto l’anno, in modo particolare nei picchi di alta stagione.
Inoltre, rispetto a come si comportano a casa propria, le persone quando si ritrovano in una stanza d’albergo si concedono docce molto prolungate (senza contare i consumi delle SPA e aree benessere), tanto che se l’ACS incide per il 20-25% sui consumi termici nel residenziale, in ambito alberghiero tale percentuale sale al 55-60%.
Oggi è possibile realizzare interventi di riqualificazione energetica sfruttando incentivi strutturali dedicati alle imprese. In particolare, il Conto Termico 3.0 rappresenta lo strumento d'elezione per gli hotel che scelgono di installare pompe di calore ad alta efficienza o sistemi ibridi per la produzione di ACS. Con il nuovo Decreto vigente, le strutture ricettive possono beneficiare di un incentivo economico che può coprire fino al 65% della spesa sostenuta, con procedure semplificate e, per importi fino a 15.000 euro, l'erogazione dell'incentivo in un'unica rata.
In alternativa, per interventi più complessi che prevedono l'integrazione di sistemi di monitoraggio digitale o l'efficientamento dell'intero impianto termico, le imprese possono accedere ai crediti d'imposta previsti dal piano Transizione 5.0, a condizione che l'intervento porti a una riduzione certificata dei consumi energetici. Questi strumenti permettono di abbattere drasticamente i tempi di rientro dell'investimento, trasformando la produzione di acqua calda sanitaria da voce di costo critica a leva di competitività e sostenibilità per la struttura
Ecco le soluzioni tecnologiche e gli accorgimenti per contenere i consumi legati al fabbisogno di acqua calda sanitaria negli alberghi.
Il solare termico è il metodo di sfruttamento di energia pulita rinnovabile più utilizzato per produrre acqua calda sanitaria e come integrazione al riscaldamento. La sua adozione consente di ridurre i costi per l’ACS anche del 50%, e, nella stagione estiva, rende spesso superflua l’accensione della caldaia.
Molti alberghi italiani sono già dotati di impianti solari termici, utili anche per il riscaldamento delle piscine, ma la loro diffusione potrebbe estendersi alla quasi totalità delle strutture ricettive, perché in Italia l’irraggiamento consente di avere buoni rendimenti lungo tutta la penisola.
Un pannello solare termico produce circa da 400 a 600 kWh/m2/anno, a seconda dell’ubicazione, con un ritorno dell’investimento che può avvenire in soli due anni.
Le prestazioni del solare termico dipendono dalla tecnologia del pannello, oltre al corretto dimensionamento dell’impianto. In particolare, esistono due tipologie di pannelli:
Per quanto riguarda i generatori di calore a combustibile, la prima misura da valutare è la sostituzione della caldaia, che rappresenta il sistema utilizzato dalla maggior parte degli alberghi per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria.
Nel caso di generatori datati (più di 15 anni), oltre alla minore efficienza degli apparecchi bisogna considerare i maggiori costi per la manutenzione ordinaria e straordinaria.
La scelta può ricadere sulle caldaie a condensazione a gas che apportano un risparmio energetico del 30%, grazie al recupero del calore dai fumi di scarico che viene utilizzato per preriscaldare l’acqua di ritorno in caldaia. Le potenze oggi in commercio per questa tipologia di generatori consentono di soddisfare, anche in combinazione a cascata con caldaie modulari, il fabbisogno energetico di strutture ricettive di qualsiasi dimensione. Allo stesso modo, la disponibilità di bollitori di accumulo di grandi dimensioni permette di erogare elevate quantità d’acqua calda nei momenti di picco di richiesta.
Per un corretto dimensionamento dell’impianto è fondamentale rivolgersi a un progettista esperto.
Si può valutare anche l’adozione di una caldaia a biomassa (legna, cippato o pellet), se si vuole ridurre la dipendenza da fonti fossili, specialmente se si ha la possibilità si sfruttare biomassa a filiera corta come nelle zone di montagna.
Una delle soluzioni più efficaci e moderne per abbattere i costi dell'acqua calda sanitaria negli hotel è l'adozione delle pompe di calore. A differenza delle caldaie tradizionali, questi sistemi non generano calore bruciando un combustibile, ma lo prelevano gratuitamente dall'ambiente esterno (aria o acqua) e lo trasferiscono all'acqua sanitaria attraverso un ciclo frigorifero alimentato a elettricità.
L'inserimento di una pompa di calore nel sistema termico dell'hotel offre tre vantaggi strategici:
Risparmiare sui consumi idrici consente anche di diminuire il fabbisogno per il riscaldamento dell’acqua. Sistemi come regolatori di flusso e soffioni a basso consumo portano a risparmiare fino al 50% di acqua, con un evidente beneficio ambientale (un normale soffione per la doccia eroga circa 15 litri di acqua al minuto) e con un conseguente analogo risparmio sull’energia necessaria per riscaldarla.
L’installazione di questi dispositivi è economica e richiede poco sforzo, potendo avvenire durante le usuali operazioni di controllo di soffioni e rubinetti (come quelli per il rischio di legionella). Dal punto di vista del comfort i regolatori di flusso non incidono sulla percezione di un buon getto d’acqua da parte degli utenti.
Negli hotel la richiesta di ACS è caratterizzata da consumi volumetrici elevati concentrati in picchi di richiesta brevissimi e intensi (tipicamente la mattina e la sera). Per soddisfare questa domanda contemporanea senza cali di comfort, le strutture devono mantenere in temperatura enormi volumi di acqua nei sistemi di accumulo e far circolare costantemente l'acqua calda nell'anello di ricircolo, generando continue dispersioni termiche anche nei periodi di bassa occupazione delle camere.
L'installazione di collettori solari termici permette di sfruttare l'energia solare per coprire gran parte del fabbisogno di acqua calda della struttura, specialmente nei mesi estivi che coincidono con la massima apertura stagionale delle strutture ricettive. Questa tecnologia riduce direttamente l'uso del generatore principale (caldaia o pompa di calore), abbattendo i consumi di combustibile fossile e le relative emissioni in atmosfera, oltre a garantire l'accesso agli incentivi del Conto Termico.
Le pompe di calore ad alta temperatura progettate per il settore commerciale utilizzano refrigeranti speciali per produrre acqua calda fino a temperature elevate con efficienze stagionali (COP) molto vantaggiose. Sostituire o affiancare una caldaia a gas con questa tecnologia permette di ridurre drasticamente i consumi di energia primaria e i costi operativi, sfruttando al contempo l'eventuale energia elettrica in surplus prodotta dall'impianto fotovoltaico dell'hotel.
La prevenzione della Legionella richiede il mantenimento dell'acqua negli accumuli a temperature superiori ai 60° e la disinfezione termica periodica. Per evitare inutili sprechi energetici dovuti a queste temperature elevate, è fondamentale coibentare in modo impeccabile i serbatoi di accumulo e le tubazioni dell'anello di ricircolo, limitando le dispersioni termiche verso l'esterno e ottimizzando i cicli di riscaldamento tramite la regolazione elettronica dell'impianto.