Un generatore di vapore prevede un continuo apporto di acqua, quindi è soggetto alla presenza di impurità, a incrostazioni e corrosioni. Senza una corretta manutenzione, questi inconvenienti possono generare avarie e si può essere costretti a fermare la produzione, spiega Moreno Berti di Viessmann.
La manutenzione di un generatore di vapore si effettua una volta l’anno. Ad incaricarsi delle operazioni, che durano in genere due giorni, può essere l’azienda conduttrice dell’impianto, se può contare sulla disponibilità di tecnici adeguatamente formati. In caso contrario si deve ricorrere all’assistenza specializzata del fornitore del sistema.
Le aziende sono attente dell’abilitazione formale alla conduzione dell’impianto prevista per legge, ma il tecnico che ha seguito il corso specifico può non aver maturato una formazione che gli consenta di gestire tutti gli aspetti legati al buon funzionamento di una caldaia a vapore. Spesso, quindi, viene richiesto il nostro intervento, spiega Berti.
Per consentire al tecnico di operare, le prime operazioni da effettuare sono lo spegnimento della caldaia e l’apertura dello scarico, riportando la pressione interna a quella atmosferica e la temperatura a quella ambiente. È consigliabile effettuare lo spegnimento subito prima del fine settimana, per poi procedere con la manutenzione il lunedì successivo.
Infine, una volta sostituite le guarnizioni idrauliche e richiusi i boccaporti, si può procedere con il nuovo avviamento della caldaia, che si esegue esattamente come se fosse il primo: si riempie il serbatoio (operazione che comporta due o tre ore di tempo), si accende il bruciatore riportando in temperatura il sistema, si testa il funzionamento corretto dei dispositivi di misurazione e controllo.
La manutenzione del bruciatore è un ulteriore aspetto da non sottovalutare - sottolinea Berti -. Due volte l’anno va eseguito il controllo e la pulizia delle polveri che possono influire sulla portata d’aria, diminuendo considerevolmente le prestazioni e l’efficienza complessiva del generatore. Se l’ambiente dove è installata la caldaia è molto polveroso, la pulizia del bruciatore va fatta più frequentemente.
Le operazioni giornaliere sono fondamentali per la sicurezza e l'efficienza. Includono il controllo dei livelli dell'acqua nel corpo caldaia, la verifica visiva della stabilità della fiamma del bruciatore, il monitoraggio della pressione di esercizio e l'esecuzione degli spurghi di fondo e di superficie per eliminare i fanghi e i sali concentrati. È inoltre indispensabile analizzare la durezza e le caratteristiche chimiche dell'acqua di alimento e delle condense per prevenire corrosioni repentine.
Il calcare ha un coefficiente di conducibilità termica estremamente basso e agisce come un vero e proprio isolante. Anche uno strato minimo di incrostazione (pochi millimetri) riduce drasticamente lo scambio termico tra i fumi e l'acqua, costringendo il bruciatore a consumare più combustibile per mantenere la stessa produzione di vapore. Dal punto di vista della sicurezza, l'isolamento causato dal calcare surriscalda localmente il metallo dei tubi, esponendoli a deformazioni, cricche o cedimenti strutturali pericolosi.
La normativa italiana prevede scadenze rigorose per la sicurezza dei recipienti a pressione. Il conduttore dell'impianto deve garantire l'esecuzione delle verifiche periodiche affidate agli enti competenti (INAIL o ASL/ARPA). Queste includono la verifica di funzionamento annuale (controllo degli accessori di sicurezza come le valvole di sicurezza e i limitatori di pressione) e la verifica di integrità interna e strutturale, da effettuarsi solitamente ogni dieci anni, che prevede l'ispezione visiva approfondita ed eventuali prove non distruttive sulle saldature.
La manutenzione predittiva si basa sul monitoraggio continuo dei parametri di funzionamento per intercettare le anomalie prima che si trasformino in guasti. Gli interventi chiave comprendono l'analisi termografica del corpo caldaia e dei condotti fumi per individuare degradazioni dell'isolamento, l'analisi delle emissioni e della temperatura dei fumi al camino (un innalzamento indica scarso scambio termico) e il monitoraggio delle vibrazioni delle pompe di alimento dell'acqua.