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Efficienza Energetica Italia

Novità e regole per sfruttare al meglio i certificati bianchi

[fa icon="calendar"] 03/04/17 13.10 / da Ing. Alessandro Arrigoni Battaia

Ing. Alessandro Arrigoni Battaia

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Il 3 Aprile 2017 il GSE ha pubblicato il documento “Sintesi nuovo decreto Certificati Bianchi” che fa luce sui nuovi aspetti del DM 11 gennaio 2017. Vediamo insieme quindi quelle che possono essere le novità di sicuro interesse per le imprese, in questo articolo dunque verranno tralasciati tutte i paragrafi riguardanti i distributori di energia elettrica e gas.

Premessa:

Ai sensi dell’art. 5 del D.M. 11 gennaio 2017, i progetti di efficienza energetica realizzati per ottemperare agli obblighi di risparmio annui possono essere eseguiti per quanto riguarda le imprese:

  • da soggetti sia pubblici sia privati che sono in possesso della certificazione secondo la norma UNI CEI 11352;

  • da soggetti sia pubblici sia privati che hanno nominato un esperto in gestione dell’energia certificato secondo la norma UNI CEI 11339;

  • da soggetti sia pubblici sia privati che sono in possesso di un sistema di gestione dell’energia certificato in conformità alla norma ISO 50001.

Vediamo quindi come sempre di più le figure EGE e ESCo diventino protagonisti attivi del percorso verso l’efficienza energetica in Italia.

Un’impresa da sola non può accedere ai Titoli di Efficienza Energetica (di seguito nominati TEE) a meno di possedere un sistema di gestione dell’energia ISO 50001 o delegare a un EGE o a una ESCo la richiesta dei Certificati Bianchi.

 

Perché vi è questa delega?

Questi due attori in funzione delle certificazioni ottenute dovrebbero essere in grado di proporre progetti realizzabili con “risparmi energetici addizionali, ovverosia risparmi di energia primaria calcolati come differenza fra il consumo di baseline (il consumo di energia primaria del sistema tecnologico assunto come punto di riferimento ai fini del calcolo dei risparmi energetici addizionali) e il consumo energetico nella configurazione post operam, con riferimento al medesimo servizio reso e assicurando una normalizzazione delle condizioni che influiscono sul consumo energetico”.

 

Le imprese hanno bisogno quindi di essere accompagnate a partire dalla rendicontazione dei consumi fino all’accesso al portale web per il meccanismo incentivante.

Quali sono dunque i metodi per accedere all’incentivo? A differenza del decreto precedente vi sono solo due metodologie di accesso ai Certificati Bianchi:

  1. METODO A CONSUNTIVO: consente di quantificare il risparmio addizionale conseguibile mediante il progetto di efficienza energetica realizzato dal medesimo soggetto titolare su uno o più stabilimenti, edifici o siti comunque denominati in conformità ad un programma di misura predisposto secondo quanto previsto dall’Allegato 1, capitolo 1, del nuovo decreto.

Importante: Ai fini dell’accesso al meccanismo, i PC ( progetti a consuntivo) devono aver generato una quota di risparmio addizionale non inferiore a 10 TEP nel corso dei primi 12 mesi del periodo di monitoraggio.

 

  1. Il METODO STANDARDIZZATO: quantifica il risparmio energetico addizionale conseguito attraverso la realizzazione del progetto standardizzato (di seguito PS) è rendicontato sulla base di un algoritmo di calcolo e della misura diretta di un idoneo campione rappresentativo dei parametri di funzionamento che caratterizzano il progetto sia nella configurazione ex ante sia in quella ex post, in conformità ad un progetto e ad un programma di misura approvato dal GSE, secondo quanto previsto dall’Allegato 1, capitolo 2, del DM 11 gennaio 2017.

Importante: Ai fini dell’accesso al meccanismo, il PS ( progetti standardizzati) deve aver generato una quota di risparmio addizionale non inferiore a 5 TEP nel corso dei primi 12 mesi del periodo di monitoraggio.

 

All’interno della nostra guida troverai le indicazioni circa la cumulabilità di questo incentivo e la tabella con indicati i Progetti Standard che si possono effettuare per ottenere questo incentivo. È interessare notare come la Vita Utile degli interventi proposti sia passata a 7 e 10 anni rispetto ai 5 e 8 del decreto precedente.

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Altro cambiamento importante risiede nel coefficiente moltiplicativo “Tau”: nel nuovo decreto viene sostituito da un nuovo coefficiente denominato “k” che permette al soggetto proponente all'atto della  presentazione  della  domanda, la richiesta, per la metà della durata della  vita utile del progetto, che il volume  di  Certificati  Bianchi  erogati  sia moltiplicato per il fattore K1 =1,2. In tali casi, per  la  rimanente  durata della vita utile, il numero di Certificati Bianchi  erogati  a seguito delle rendicontazioni dei risparmi effettivamente  conseguiti e misurati è moltiplicato per il fattore K2 =0,8.

 

In sostanza il vecchio coefficiente Tau garantiva l’erogazione di maggiori CB perché era parametrato sulla Vita Tecnica dell’impianto (durata maggiore) e non sulla Vita Utile.


I TEE rimangono comunque un valido strumento per superare l’investimento iniziale della maggior parte degli impianti ai fini dell’efficienza energetica. Uno strumento che ottiene conferma dagli Obbiettivi di Risparmio energetico per il 2020 e l’andamento positivo che ha avuto negli scorsi anni. Un meccanismo di incentivazione che gli altri stati europei ci iniziano a copiare!

 

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Categorie: Agevolazioni Fiscali Efficientamento

Ing. Alessandro Arrigoni Battaia

Written by Ing. Alessandro Arrigoni Battaia

Ingegnere laureato nel 2015, da circa due anni lavora come Energy Consultant presso Etanomics Italia Srl in stretta collaborazione con i maggiori player nel mondo dell’energia: Energy & Utilities e fornitori di tecnologie. All’attivo numerose diagnosi energetiche ai sensi del DL 102/2014 e studi di fattibilità a supporto di ingegneri senior.

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