etanomics_header_test.png

Efficienza Energetica Italia

Ridurre i costi delle Residenze Sanitarie Assistenziali

[fa icon="calendar"] 27/02/18 12.45 / da Marco Rossi

Marco Rossi

ridurre-costi-residenze-sanitarie-assistenziali

Vita media sempre più lunga e percentuale di persone anziane in crescita rispetto al numero dei giovani. Sono questi i dati che emergono dalle ultime indagini Istat, che porteranno l’Italia ad essere, entro il 2050, uno dei paesi dell’Ocse con la popolazione più anziana. Per questo è importante affrontare già da subito il tema dell’efficientamento energetico delle residenze sanitarie assistenziali in Italia, con l’obbiettivo di assicurare ai cittadini strutture adeguate e tecnologicamente all’avanguardia non solo dal punto di vista dei servizi offerti, ma anche per quanto riguarda i criteri di efficienza e risparmio energetico.

Una larga parte degli edifici attualmente adibiti a RSA sono immobili datati, privi di isolamento termico, con impianti di riscaldamento e raffrescamento obsoleti e maltenuti.

Questi aspetti, sommati all’elevata richiesta energetica tipica delle strutture appartenenti a questa categoria, equiparabili sotto certi aspetti agli ospedali e alle case di cura, fanno delle RSA vere e proprie imprese energivore.

In molti casi i costi legati all’energia rappresentano per le residenze sanitarie assistenziali la seconda voce più alta del bilancio, dopo le spese per il personale.

Come intervenire sul patrimonio esistente per migliorarne l’efficienza energetica?

È possibile ridurre i consumi, limitando allo stesso tempo le emissioni inquinanti, senza compromettere gli standard qualitativi dei servizi offerti?  

Come efficientare una RSA

Vogliamo rispondere a queste domande partendo da un case study, quello della residenza per anziani Villa Santa Chiara sita a Quinto di Valpantena (VR). La struttura, sebbene non rientri tra le attività obbligate a svolgere la diagnosi energeticaha richiesto l’intervento di una società ESCo per analizzare in maniera più approfondita i consumi e individuare i processi che più incidono sui costi aziendali. Tutto ciò con lo scopo di identificare e intervenire sui maggiori centri di consumo, adottando le soluzioni più idonee per risparmiare energia primaria.

Determinare il calcolo costo aziendale è il primo passo verso l’efficienza energetica.

Dall’audit energetico realizzato dal consulente energetico certificato UNI CEI 11339 sono emerse alcune criticità ed è stato possibile fare chiarezza su alcuni aspetti che finora erano stati trascurati.

La struttura, ad esempio, era stata dotata alcuni anni prima di uno scambiatore di calore ad acqua che doveva contribuire a recuperare energia termica dai fumi di scarico per cederla all’aria di aspirazione. Tale impianto, però, non risultava essere in funzione a causa di malfunzionamenti impiantistici.

La riparazione e attivazione del recuperatore è stata quindi inserita nell’elenco di opportunità stilato dagli EGE, con lo scopo di offrire una panoramica variegata di soluzioni per il risparmio energetico ed economico.

Come mostra la tabella, per ogni intervento gli energy manager hanno calcolato la percentuale di risparmio che si potrebbe ottenere efficientando la struttura.

rsa-analisi

Sulla base della potenza installata attualmente nella RSA, la sostituzione delle lampade a incandescenza con moderne lampade a LED può far risparmiare fino al 18% di energia primaria. Abbinando a tale intervento anche la posa di sensori volumetrici in tutte quelle zone non costantemente presidiate (scale, corridoi, sotterranei) è possibile aumentare ulteriormente la quota di risparmio.


Anche un impianto di trigenerazione potrebbe rivelarsi una soluzione efficace per ridurre i consumi, poiché le residenze sanitarie assistenziali come quella presa in esame utilizzano - spesso contemporaneamente - energia termica, energia elettrica ed energia frigorifera. Un impianto di questo tipo ha un rendimento energetico elevato e permette un migliore sfruttamento del potere calorifico del combustibile.

Se la RSA Villa Santa Chiara adottasse questa soluzione potrebbe risparmiare fino al 20% di energia primaria, assicurandosi un considerevole risparmio economico nel medio/lungo periodo. E grazie alle agevolazioni fiscali previste per questi sistemi di energia alternativa potrebbe rientrare più velocemente dall’investimento.

Queste sono solo alcune delle strade percorribili per assicurare a una RSA di raggiungere elevati standard di efficienza energetica. Ovviamente  ogni struttura ha esigenze energetiche diverse  e per questo serve un piano personalizzato, studiato in base alle caratteristiche dell’edificio e al numero di letti disponibili.

Al relamping e alla trigenerazione è possibile affiancare soluzioni a basso impatto ambientale, come il fotovoltaico e il solare termico, interventi di tipo strutturale come la realizzazione di un isolamento termico a cappotto e modifiche alla centrale termica con l’installazione di moderne caldaie a condensazione ad alto rendimento.

Cambiamenti delle abitudini, efficientamento dell’esistente e nuove tecnologie: scopri tutto quello che possono fare le aziende per ottenere benefici immediati in termini di risparmio. Scarica subito la Guida gratuita in PDF.

Guida Efficientamento Energetico

Categorie: Efficientamento Energetico, RSA

Marco Rossi

Written by Marco Rossi

Ingegnere, EGE, CMVP® da 15 anni studia e propone soluzioni atte al raggiungimento di un efficientamento energetico diffuso. In Etanomics Italia negli ultimi tre anni si è occupato in prima persona e come supervisore di circa 100 diagnosi energetiche ai sensi del DL 102/2014, ISO 50001, elettrificazione della mobilità e flexibility audit.

guida
anal

Iscriviti al nostro blog

Articoli recenti